Viviamo un periodo complesso, da un lato istituzioni e partiti sono sempre più attaccate da una montante rabbia e disgusto che unisce delusione per il mediocre e confusionario operato del governo, odi anti sistema e difficoltà di vita comune; dal costo della pasta al treno lercio in perenne ritardo o in sciopero, alla nuova schiavitù del precariato a vita.
In tutto questo il Partito Democratico è visto da moltissimi con distacco e da altrettanti con scetticismo complici le molte note stonate di questi mesi che hanno costellato il processo costituente.
Le primarie si sono rapidamente coperte di una patina di grigio disinteresse che sta rischiando di far apparire il PD già vecchio prima di essere nato.
Ogni giorno mi capita di parlare con persone che hanno le idee confuse sul 14 ottobre e che comunque nel migliore dei casi lo vedono con distacco, come un affare interno dei partiti o poco di più.
Io credo all’idea del Partito Democratico perchè da uomo di sinistra voglio ridefinire molti dei concetti della sinistra classica che mi stanno ormai stretti e non sono più disposto ad accettarli in funzione semplicemente di tradizioni (dogmi?) e necessità di fronte comune contro il nemico.
La gerontocrazia autoreferenziale e misogina che tappa oggi l’Italia blocca un paese ogni giorno vittima dei suoi suprusi quotidiani che ci fanno allo stesso tempo vittime e carnefici di noi stessi.
Da un lato l’odio anti sistema alimentato dal comportamento dei partiti stessi e dal tribuno di turno, dall’altra parte la difesa da fortino assediato degli iscritti ai partiti che si sentono additati come traditori della patria per aver dato per anni tempo, energie e passione ad un mondo in cui si riconoscevano e in cui credevano ma che purtroppo si è ridotto da mare a lago e ormai in palude.
Due mondi che non si parlano ma che il PD può ancora mettere in comunicazione. Il LAB8 mi piace perché fa questo, cerca di mettere in contatto mondi diversi che oggi non si parlano praticamente più. Usare l’esperienza dell’iscritto e le idee del nuovo arrivato dando allo stesso tempo la possibilità a chi a per anni coltivato un senso di impotenza e malessere per non poter esprimere le sue idee e vederle valorizzate.
Io credo che anche la comunicazione sia contenuto, dato che la politica è messaggio ed allo stesso tempo contenuto e strumento perché senza comunicazione non c’è contatto tra le persone, senza contatto non c’è dialogo e senza dialogo non c’è democrazia, solo scontro tra opposte bande in perenne lotta per l’osso più grosso da spolpare.
Non credo che il LAB8 possa fornire la risposta per risolvere il problema delle discariche gestite dalla camorra in Campania o il dilemma morale sull’eutanasia, ma può costruire ponti invece che assaltare palazzi d’inverno.
Personalmente ho sempre amato usare mezzi diversi di comunicazione e tra questi c’è il fumetto (a proposito, visitate www.jappilas.it! = P) e allora con il consenso degli altri ho creato alcune strip per il LAB8, magari una battuta vale più di mille parole.
E voi come volete comunicare?
Luca
